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REPORT EVENTI

EVENTO ANNO ROTARIANO 2000-2001

12/10/2000 ore 20,30

Usi e costumi del contado marchigiano agli inizi del secolo

Conviviale con ospiti

Hotel I Duchi - CAMERINO (MC) - Marche

Relatore: Ing. Ennio Donati



L’Ing. Ennio Donati, matelicese, è il Direttore della “Aquater” di Fano; da anni è un attento ricercatore e stu dioso delle usanze delle antiche famiglie rurali marchigiane.
Inizia la sua relazione parlando diffusamente dei “tempi del matrimonio”, con particolare attenzione al corredo (dote), alla cerimonia nuziale, al banchetto (preceduto immancabilmente dal pranzo “della stima”), al menu tipico (ciauscolo, lonza, straccetti, bollito di pollo con verdure, tagliatelle o vincisgrassi con rigaglie di pollo,
arrosto di pollame e insalata, crema e ciambellone). Elenca una serie di proverbi attinenti al fidanzamento ed al matrimonio, che suscitano ilarità ed incredulità fra i soci più giovani.
Successivamente, il relatore si sofferma sulla medicina popolare e sulle numerose credenze sulle cause delle malattie, quindi sulle terapie specifiche per i disturbi dell’apparato digerente. Fa un accenno interessante anche al ruolo che avevano un tempo i “guaritori”: da quelli che curavano le slogature con la famosa “chiarata”, preparata con l’albume dell’uovo, a quelli che eliminavano le “fatture”.
Infine l'ing. Donati dà lettura ad una poesia in dialetto matelicese dal titolo “Eraamo ricchi”, che può, a buon diritto, considerarsi una fedele fotografia, divertente, ma nel contempo amara, del tumultuoso passaggio generazionale fra i primi del Novecento ed il nostro tempo.


Eraamo ricchi...!?!
La “robba vecchja” a li tembi de li vecchi nostri,
‘n valia cosa, se vuttaa via, nisciunu la vulia,
se combraa la robba noa, e la vecchja te ‘mpicciaa
e duvii pure dije grazzie a chi te la portaa via.
E adesso che ‘n simo più poeritti, co’ tandi sordi,
le cose che a li tembi de ‘na orde nisciunu t’ha pagatu,
se po’ rcombrà, ma lu prezzu vecchiu te lu scordi,
perché la “robba vecchja” è diventata “antiquariatu”.
Cuscì ppure ‘na orde a li poeritti pè risparmià,
li cauli strascinati, la pulenda, la crescia su lu focu,
li fascioli co’ le cotiche, la trippa, jé toccaa magnà,
robba che adesso magna li ricchi e non costa pocu!
E allora me domanno, penzenno
a li tembi de li vecchi ch’adè morti:
non è che per tandé eraamo ricchi e...
non ce ne eraamo accorti.

Ennio Donati